Le password, in fondo, non piacciono davvero a nessuno: né agli utenti, che dovrebbero usarne di complesse e sempre diverse ma finiscono con l’adoperare sempre la stessa, né alle grandi aziende.

Mozilla, Google e Microsoft su un punto sono d’accordo: le password sono il punto debole della sicurezza dei servizi web.Possono essere rubate o smarrite e l’autenticazione a due fattori sposta soltanto il problema, senza risolverlo.

Così, alcuni mesi fa Google e Mozilla hanno espresso tutto il loro sostegno a WebAuthn, un sistema di identificazione biometrico basato su token, e l’hanno inserito nelle ultime versioni dei rispettivi browser.

Ora anche Microsoft entra in partita: il gigante di Redmodn ha infatti annunciato che Edge supporta WebAuthn a partire dalla versione presente nella Redstone 5 Preview Build 17723, che dovrebbe trasformarsi nell’aggiornamento di Windows 10 noto come 1809.

L’idea è facilitare la transizione dall’identificazione tramite password a quella tramite dati biometrici rendendola il più agibile possibile quest’ultima possibilità, fino a che tutti la useranno.

È in fondo la stessa cosa che sta succedendo con Windows Hello: dalla sua introduzione, gli utenti possono farsi riconoscere da Windows 10 presentando il proprio volto davanti alla webcam, o appoggiando un dito sul lettore di impronte digitali, o inserendo un Pin.

«Con Web Authentication» ha spiegato Microsoft «gli utenti di Microsoft Edge possono fare il login con il volto, l’impronta digitale, un PIN o un dispositivo portatile FIDO2, grazie all’uso di credenziali robuste a chiave pubblica al posto delle password».

Gli utenti che domani vorranno accedere ai vari servizi web potranno quindi per esempio inserire un token nella porta Usb del computer, o poggiare il dito sul lettore (anche quello dello smartphone, collegato al medesimo sistema FIDO del sito, andrà bene), o semplicemente sorridere davanti alla telecamera.

Microsoft sottolinea come un sistema di questo tipo non sia vulnerabile alle campagne di phishing o alle violazioni di sicurezza, poiché i sistemi di autenticazione (biometrico o a token) permette di usare delle chiavi segrete «sicure dal punto di vista crittografico» e che non possono essere rubate o perse.